29 giugno 2014

"Quaderno proibito" di Alba de Céspedes



di Camilla Palandri

Era domenica e il tabaccaio non voleva vendermi il quaderno, rammento. Mi disse:”E’ proibito.” Allora fui colta da un desiderio irrefrenabile di possederlo, sperando che in esso avrei potuto esaurire senza colpa il mio segreto desiderio di essere ancora Valeria. Ma da allora invece è incominciata la mia inquietudine…..”

Inizia con l’acquisto di in quaderno nero, di quelli lucidi e spessi come si usavano a scuola, il processo di autoanalisi di Valeria, una quarantenne borghese, sposata, con figli. 

 Siamo agli inizi degli anni ’50 e  la narrazione si sviluppa in un arco ristretto di tempo da novembre a maggio , ma attraverso le annotazioni sul diario, pur in un breve periodo, Valeria scopre  gradualmente la discrepanza fra la  sua vita esteriore incanalata dentro confini stereotipati  e quella interiore più ricca, variegata e piena di desideri inespressi.
Il diario riporta fatti di vita quotidiana della protagonista che si divide fra la famiglia, composta dal marito Michele e  i due figli grandi, Riccardo e Mirella, ed il lavoro in ufficio. Lavoro  inteso come sostegno al misero bilancio familiare, quindi dovere e non autorealizzazione.
La sua è una vita tranquilla e senza eventi di rilievo ,non ritenuta dalla stessa  tanto importante da poter essere raccontata, ma la scrittura opera una sorta di trasformazione . “……Invece, da quando per caso, ho cominciato a tenere un diario, mi pare di scoprire che una parola, un accento, possono essere altrettanto importanti, o anche più, dei fatti che siamo abituati a considerare tali….”

Valeria libera lentamente attraverso le pagine del quaderno la propria interiorità, comincia a dubitare, a rivedere i propri pensieri, a lasciar emergere la parte più profonda e repressa.
Il quaderno è vissuto con senso di colpa dalla narratrice, come del resto tutto ciò che esula dal ruolo imposto di moglie e madre.
 E’ lo strumento attraverso il quale ella prende consapevolezza di sé e questa consapevolezza è collegata al senso del  peccato, perciò viene nascosto  accuratamente e costantemente perché sfugga alla possibilità di essere ritrovato dai familiari.
Nello stesso tempo scrivere diventa un momento liberatorio, uno spazio personale molto ricercato in cui dedicarsi completamente alla  propria persona spesso compressa nei  ruoli familiari . “E’ strano: la nostra vita intima è ciò che più conta per ognuno di noi eppure dobbiamo sempre fingere di viverla senza quasi avvedersene, con disumana sicurezza.”
Con il tempo il diario si arricchisce di particolari, la vita intima viene sempre più scandagliata con occhio analitico e impietoso e l’insoddisfazione e la frustrazione emergono in tutta la loro potenza. “Sempre di più mi convinco che l’inquietudine si è impossessata di me dal giorno in cui ho comperato questo quaderno: in esso sembra nascosto uno spirito malvagio, il diavolo.”

Valeria entra in contatto con l’altra parte di sé e guarda la sua vita con “altri occhi”,oltre il velo dell’apparenza e della consuetudine ,le certezze rassicuranti fino ad allora nutrite cadono e tutto diventa relativo “…allo stesso tempo buono e cattivo, giusto e o ingiusto….”.
 Nel ritratto di vita familiare che viene delineato si percepiscono  sullo sfondo il contesto sociale, i condizionamenti morali dell’epoca, il ruolo ancora difficile della donna  legato all’immagine di moglie e madre, il potere e le attrattive esercitate dal denaro e l’influsso del consumismo nascente.

La decisione finale di bruciare il quaderno è il segno della rinuncia di Valeria a vivere una vita diversa affermando il proprio sé, la chiusura di una parentesi che le ha fatto intravvedere anche nuove possibilità a livello affettivo nella storia con Guido, il datore di lavoro innamorato di lei.
E’ la sua accettazione rassegnata alla propria condizione della quale ha pur preso pienamente coscienza.
Sarà Mirella, la giovane figlia a rompere in modo anticonformista gli schemi consueti, legandosi ad un uomo sposato, senza pensare al vincolo del matrimonio e affermando la propria indipendenza attraverso il lavoro inteso come autorealizzazione.
La sua scelta rappresenta il passaggio ad una nuova fase, un mondo nuovo che si intravede e  anche per questo sarà a lungo osteggiata dalla madre, inchiodata dai propri condizionamenti.
Alla fine ne riceverà il consenso perché  in fondo rappresenta anche la materializzazione  di ciò che lei stessa si è negata .

Alba de Céspedes. Quaderno proibito. Mondadori

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