20 febbraio 2009

Margherita Hack


di Gianni Quilici

Mi viene da pensare a volte banalmente “ci sono in Italia donne e uomini pubblici di grande valore,” contrariamente a quello che qualunquisticamente si è, a volte, indotti a pensare.

Una di questi-e è Margherita Hack.

Ora di lei non conosco, ne' posso valutare il valore di scienziata; ho soltanto delle impressioni sulla sua persona sulla base delle sue presenze televisive e di ciò che ho, qua e là, letto.

Di lei ciò che mi colpisce, al fondo, è la libertà.
La libertà di essere semplice nella sua complessità, di essere diretta nella sua chiarezza, di risultare (forse) provocatoria nella sua naturalità. La libertà infine di parlare da “fiorentina” il “fiorentino”. Non omologandosi, risultando inconfondibile.